THE RED BLUE LEGEND

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MARCO ROSSI
 

“Chiamatemi Marcorossi”
 

“Cammino per la strada, osservo la gente, spesso, involontariamente, finisco per giudicarla in base ad un gesto, magari solo per via dell'aspetto. Poi mi soffermo per un attimo a riflettere: come posso credere di conoscere anche solo minimamente l'universo di emozioni, di affetti e di storia che abita dentro ciascuno di coloro che mi si fanno incontro ogni giorno...?” (L.P.)
 

Ci sono personaggi storici, ma molto più spesso protagonisti del mondo dello spettacolo o dello sport i cui nomi e cognomi, nell'immaginario collettivo, finiscono per fondersi indissolubilmente, quasi a generare una sorta di “marchio” capace di racchiudere in sé, in un solo termine, molto più di quanto intere pagine di aneddoti potrebbero raccontare. Basti pensare, ad esempio, all'ex-tecnico di basket e commentatore televisivo Dan Peterson, divenuto per tutti “Danpeterson”, o Niki Lauda, per tutti “Nikilauda”, o ancora al mitico pioniere dello sci azzurro Zeno Colò, al secolo “Zenocolò”. Ma gli esempi sono potenzialmente innumerevoli. Ed è normale che il fenomeno abbia finito per riguardare anche coloro che portano il cognome più diffuso nel nostro Paese. Ecco dunque “Paolorossi”, eroe del Mundial edizione 1982, o, per venire ai giorni nostri, “Valentinorossi”, uno dei più veloci centauri della storia del motociclismo. Allo stesso modo, così, anche nelle file del Vecchio Balordo un signor Rossi esce un giorno “dall'anonimato” e diviene semplicemente “Marcorossi”, ovvero uno dei calciatori probabilmente più amati dell'intera storia rossoblù. Prima di approdare al Genoa, però, la carriera di questo ragazzo nato a Seravezza il primo di Aprile del 1978 conosce già numerose pagine importanti. Gli esordi nella Lucchese sono talmente positivi che Marco brucia presto le tappe. Si segnala, insieme al compagno Igli Vannucchi, come uno dei migliori giovani del campionato di serie B e conquista la maglia della Rappresentativa Under 21. Di lui si accorge la Salernitana, che nel 1998 lo preleva per metterlo a disposizione di mister Delio Rossi (o “Deliorossi”, per tornare a quanto detto in precedenza). E' quella una squadra ambiziosa, che sta cercando di ritagliarsi uno spazio importante nella massima divisione, tanto che in prima linea schiera un bomber del calibro di Marco Di Vaio. L'approccio con la serie A è molto positivo per il nostro, che due anni più tardi passa alla Fiorentina del presidente Vittorio Cecchi Gori. In maglia viola disputa le competizioni europee ed è protagonista anche nel campionato nostrano. Poi, però, arrivano i giorni della crisi economica societaria, con il successivo fallimento e la retrocessione dei toscani in serie C. Rossi passa allora al Como, fortemente voluto da colui che ai tempi ricopre la massima carica in seno al club lariano, Enrico Preziosi, che in realtà da tempo ne segue le gesta sportive e che apprezza di lui sia le doti sportive di “tornante” tecnico ed infaticabile sia quelle umane di ragazzo semplice e pulito. E proprio con Preziosi nasce un feeling particolare, che finisce per fare da base al successivo approdo del centrocampista a Genova. Sul finire del campionato 2002/2003, infatti, proprio il “Re dei giocattoli”, abbandonato il “Lario”, diviene azionista di maggioranza del Genoa e, ottenuto il ripescaggio del Grifo in B dopo la sventurata retrocessione in terza serie, fissa l'obiettivo di costruire una squadra in grado di ben figurare nel campionato cadetto. Ingaggiato il tecnico Roberto Donadoni, il “Joker” si mette alla ricerca degli uomini adatti al modulo preferito dal mister bergamasco, il 3-4-3. Sistemata la fascia destra offensiva con il talentuoso Della Morte, occorre reperire un elemento in grado di coprire le spalle proprio all'ex-granata, poco incline a difendere. Non deve essere difficile per Preziosi pensare a Marco Rossi, che dal punto di vista tecnico incarna proprio il tipo di atleta che la società sta cercando. Il toscano arriva così a Genova e fin da subito ammette di essere sempre rimasto affascinato dalla maglia rossoblù. Ma i sentimenti veri, si sa, si leggono nei comportamenti e non nelle parole. Nessun problema. Marco disputa la prima stagione all'ombra della Lanterna da titolare fisso e totalizza 38 presenze condite da ben 8 reti. L'ottimo bottino in termini realizzativi deriva essenzialmente dall'abilità di Rossi nel “tagliare” il campo dalla fascia verso la porta avversaria a raccogliere i traversoni che provengono “dall'out opposto”. Tutto sembrerebbe far pensare alla riconferma del tornante per la stagione successiva, ma non è così. Forse a causa di qualche incomprensione al momento di negoziare il rinnovo del contratto, Marco fa ritorno a Como, portando però con se il dolce ricordo di Genova. La lontananza, in ogni caso, dura solo pochi mesi. Nel Gennaio 2005 Preziosi regala a Cosmi, che sta traghettando il Grifo in A a passo di carica, un importante rinforzo: Marcorossi. E quest'ultimo si rivela uomo fondamentale nel finale, quando la squadra appare un po' sulle ginocchia dopo l'enorme sforzo profuso nell'arco della stagione. 16 presenze e 3 reti (una delle quali, nel match di Piacenza alla penultima giornata di campionato, rischia per alcuni minuti di essere decisivo per la promozione nella massima divisione) sono il suo bottino. L'inferno, però, inghiottisce il Vecchio Balordo, spedito dalla giustizia sportiva (o presunta tale) in C con 3 punti di penalizzazione. In rossoblù, a quel punto, si comincia a respirare aria di smobilitazione ed i calciatori che hanno “mercato” si cercano in fretta e furia una sistemazione alternativa. Unici a non preoccuparsi della “prospettiva serie C” sono il difensore Christian Stellini e, appunto, Marco Rossi. E se il primo rinuncia alla corte del Livorno, il tornante viene cercato con grande insistenza da Maurizio Zamparini. “Mister Emmezeta”, proprietario del Palermo, vuole allestire una formazione competitiva che consenta ai rosanero, che militano in serie A, di puntare alla zona-Uefa. Marco rappresenterebbe l'elemento ad-hoc per dare forza a qualità alla fascia destra dei siciliani e per il giocatore l'offerta, economicamente e dal punto di vista delle prospettive di carriera, parrebbe allettante. Ma per  l'ala rossoblù soldi e carriera non sono la cosa più importante. L'offerta viene declinata, a quanto pare in modo anche piuttosto secco vista l'insistenza del patron palermitano. Rossi ha una missione da compiere e nulla deve impedirglielo. Rimane così al Genoa e si concentra sulla stagione che vedrà impegnato il Grifone sui polverosi campi della terza categoria. Ed una volta assaggiata quella polvere anche la sfortuna fa meno paura. Durante la preparazione estiva Marco avverte infatti alcuni problemi ed il bollettino medico parla di calcoli renali. Nulla di grave, per carità, ma certamente un nemico assai fastidioso contro cui combattere. Nei primi mesi di campionato il massese riesce ad allenarsi poco in settimana e si presenta spesso al “Pio” con una bottiglia di acqua minerale in mano: solo bevendo molto può riuscire ad eliminare il probema “alla radice”. In campionato fa quello che può. In alcune occasioni piazza il primo scatto dopo pochi minuti di partita e poi si ferma con le mani sui fianchi, frenato dal dolore. Ogni volta, però, riparte ed uno scatto dopo l'altro finisce spesso per arrivare al 90'. Poi la malasorte va in cerca di un'altra vittima e Marco ritrova salute e forma dei tempi migliori, risultando alla fine uno dei più positivi dei suoi e contribuendo in maniera determinante alla conquista della promozione in B. L'anno successivo, nella serie cadetta, diventa capitano e agli ordini di mister Gasperini diviene uno dei cardini della squadra. La sua intelligenza tattica, oltre al grande spirito di sacrificio, permettono al tecnico piemontese di modellare il Grifo in base al proprio credo tattico, impostando un 3-4-3 nel quale Rossi copre egregiamente le spalle ad Adailton, giocatore delizioso tecnicamente ma non propriamente portato a difendere. Alla fine il Vecchio Balordo fa festa e ritrova la seria A “scippata” solo un paio di anni prima. E Rossi è sempre lì, con la fascia di capitano fieramente al braccio. Arriva così la stagione del ritorno nella massima serie. Il Grifo ha un inizio un po' difficoltoso ma poi si riprende alla grande ed ottiene la salvezza matematica con diverse settimane di anticipo. Marco si impone all'attenzione degli addetti ai lavori per la grande duttilità, mentre il ct della Nazionale, Marcello Lippi, nel corso di un'intervista lo indica come uno dei calciatori con la miglior corsa tra quelli che che calcano i campi della A. E lui, il protagonista? Tace e lavora. Del resto quello è un po' il suo credo. Al contrario di molti colleghi non sceglie una delle Riviere per “piantare le tende” ma, al contrario, ristruttura un appartamento in pieno centro storico. Così risulta più facile “vivere” la città. Ed il massese piano piano diventa genovese. Al secondo anno di serie A Enrico Preziosi acquista Giandomenico Mesto, uomo di fascia destra che ha già all'attivo una “chiamata” in Nazionale. Un concorrente pericoloso per Rossi, che alla vigilia della stagione viene immancabilmente collocato tra le riserve da tutti i giornali sportivi. Poi, però, l'esterno gioca praticamente da titolare tutta la “regular season” e se necessario cambia ruolo con grande profitto: in alcune occasioni si destreggia ottimamente come ala d'attacco, in altre giganteggia letteralmente in posizione difensiva, annullando attaccanti anche di ottima fama. Ancora una volta il suo nome figura tra i protagonisti della stagione, che all'ultima giornata vede il Grifone conquistare il diritto a disputare l'Europa League, erede della Coppa Uefa.

 

Marco Rossi, con la fascia di capitano, durante l'incontro Genoa-Slavia Praga a Marassi: dall'inferno della C a un paradiso chiamato "Europa League".

Diciassette anni dopo le imprese dell'EuroGenoa targato Osvaldo Bagnoli, il Vecchio Balordo torna a viaggiare attraverso il continente. La fascia di capitano, che un tempo cingeva il braccio sinistro di Gianluca Signorini, ora è appannaggio di Marco Rossi. O, se preferite, Marcorossi. Ed il ragazzo, che da anni scorazza sulla fascia, in prossimità della linea laterale, è ormai uno dei simboli del Grifo. Il tutto a dispetto delle apparenze. Perché Marco è tutto fuorché un personaggio. Riesce infatti ad essere leader senza nemmeno dover aprire bocca. La semplicità e l'esempio sono le sue armi più efficaci. Sono le armi che gli hanno fatto vincere tante battaglie e che gli hanno permesso di conquistare quei “gradi” dei quali oggi, pur non ammettendolo, va così fiero. E chissà se ora, con qualla fascia al braccio, Marcorossi si renderà conto del piccolo miracolo che in pochi anni è riuscito a compiere vivendo e giocando a calcio nella terra bagnata dal Mar Ligure. Quella terra nella quale un ragazzo di Massa, con disarmante naturalezza, è riuscito, giorno dopo giorno, a divenire simbolo vivente del Club più antico d'Italia, una sorta di emblema del “Grifone Perfetto”. “Non mi vedo con un'altra maglia addosso”, ha dichiarato in un'intervista nel giorno in cui ha tagliato il traguardo delle 200 presenze in rossoblù. Mille di questi giorni, Marco.



Dati statistici

(Calciatore ancora in attività ed ancora in forza al Genoa)

Presenze nel Genoa: 210

Gol fatti nel Genoa: 24

Scheda Calciatore:

Nato: A Serravezza (MS) il 01/04/1978
Altezza:
1,81m
Peso:
67kg
Posizione:
Centrocampista
Partite in Nazionale Under 21:
6
Palmares:
Campione europeo Under 21 anno 2000

Carriera:

2009/2010: Genoa (serie A - )
2008/2009: Genoa (serie A - 30 pres., 0 gol)
2007/2008: Genoa (serie A - 33 pres., 2 gol)
2006/2007: Genoa (serie B - 32 pres., 3 gol)
2005/2006: Genoa (serie C1 - 33 pres., 3 gol)
2004/2005: Genoa (serie B - 16 pres., 3 gol)
2003/2004: Genoa (serie B - 38 pres., 8 gol)
2002/2003: Como (serie A - 19 pres., 0 gol)
2001/2002: Fiorentina (serie A - 15 pres., 0 gol)
2000/2001: Fiorentina (serie A - 21 pres., 1 gol)
1999/2000: Salernitana (serie B - 27 pres., 3 gol)
1998/1999: Salernitana (serie A - 18 pres., 0 gol)
1997/1998: Lucchese (serie B - 26 pres., 0 gol)
1996/1997: Lucchese (serie B - 5 pres., 0 gol)
1995/1996: Lucchese (serie B - 0 pres., 0 gol)