THE RED BLUE LEGEND

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CARLOS “PATO” AGUILERA
 

Il passo del Tanguero.

“Che io corra, cammini, parli o mi fermi a pensare, la mia mente è sempre in movimento. E’ viva, pulsante. E danza”. (L.P.) 

 

   

Provate ad immaginare un ballerino di tango, con la sua eleganza innata, il passo felpato ed armonioso, la musicalità dei gesti. Immaginate il movimento delle sue gambe ma anche quello, del tutto complementare, delle braccia e delle spalle. In quelle linee sinuose disegnate da una figura umana nell'aria riconoscerete le movenze di uno dei più grandi calciatori della storia del Genoa: Carlos Alberto Aguilera Nova, in arte “Pato”. Già, perché al di là del valore tecnico dell'atleta, indubbiamente elevatissimo, a rendere unico Aguilera è stato anche il suo caratteristico modo di danzare in campo, di piroettare con disarmante facilità ed incredibile leggerezza su una minuscola “mattonella” d'erba. Del resto il calcio, oltre alla musica, fa parte di ogni singola molecola del corpo di Pato fin da bambino. Tanto che già a 17 anni gioca stabilmente titolare nella massima divisione uruguaiana, mentre pochi anni più tardi si esibisce con la maglia di club messicani, argentini e colombiani. A Genova, però, Carlos sbarca nell'estate del 1989 provenendo proprio dal paese natale, prelevato da Aldo Spinelli dal Penarol, una delle compagini più gloriose dell'intero Sud America. Con il Genoa appena risalito nella massima serie dopo un trionfale campionato cadetto vinto a pari-merito con il Bari, Franco Scoglio, tecnico rossoblù, chiede alla società un tris di stranieri in grado di far compiere alla squadra il salto di qualità necessario a poter affrontare il campionato più difficile del mondo senza troppi patemi. E così ecco atterrare al Cristoforo Colombo il Pato. Con lui, in realtà, c'è colui che rappresenta il principale oggetto del desiderio del “Professore”, ovvero José Perdomo, “volante central” della nazionale celeste. Le attenzioni dei tifosi, però, fanno presto a spostarsi dal passo compassato del lento regista allo zampettare sinuoso dell'attaccante. Ed è decisamente amore a prima vista. Fin dalle prime amichevoli la gente si rende conto che Carlos può regalare alla squadra ciò che forse mancava dai tempi di Verdeal o Abbadie. Tant'è vero che mentre l'avventura genovese di Perdomo dura lo spazio di dodici mesi, quella del compagno si rivela più lunga e soprattutto più fruttuosa. L'anno successivo, con l'arrivo sulla panchina genoana di Osvaldo Bagnoli e soprattutto con l'acquisto di Tomas Skuhravy, Pato fa letteralmente sfracelli. Con accanto il “carroarmato” boemo ad aprirgli gli spazi, Aguilera abbandona il ruolo di semplice centravanti e diviene una sorta di regista avanzato che detta i tempi e catalizza l'intera manovra della squadra. A tutti coloro che hanno avuto la fortuna di vederlo in azione a Marassi sarà sufficiente chiudere per qualche secondo gli occhi per rivederlo ricevere palla da un compagno, disegnare una veloce piroetta e, senza apparentemente alzare lo sguardo da terra, indirizzare la sfera verso una maglia rossoblù libera su una delle due fasce.
La sua classe è determinante nella conquista del 4° posto finale al termine del campionato '90/'91 e nella cavalcata europea dell'anno successivo, che porta il Genoa fino alla semifinale di Coppa Uefa, persa con l'Ajax con l'onore delle armi. Tra le tante reti dell'anatroccolo genoano (alla fine saranno 45 in 114 presenze complessive) spiccano le due realizzate nel tempio di Anfield Road, casa del Liverpool, sconfitto in una serata di ubriacante gioia dai rossoblù per 2-1. Non tutti i giorni trascorsi a Genova sono però felici per Pato. Verso la fine del campionato '89/'90 viene arrestato a seguito di un'indagine condotta dalla Polizia e accusato di sfruttamento della prostituzione. Passa alcuni giorni in cella, mentre i compagni si allenano cercando di affrontare al meglio l'ultimo scorcio della stagione (la salvezza verrà raggiunta solo all'ultima giornata). La mattina prima della decisiva sfida casalinga con l'Ascoli, un quotidiano cittadino titola: “Gioca!”. Seppur in carcere, Aguilera ottiene dal giudice il permesso di... recarsi al lavoro e viene regolarmente schierato da Scoglio al centro dell'attacco. Il Genoa vince  e conquista il diritto a disputare anche la stagione successiva nella massima serie. Al termine della gara, mentre Carlos saluta i tifosi insieme ai compagni, due carabinieri lo attendono all'uscita del terreno di gioco per ricondurlo in cella.
Dopo la già citata esperienza europea, l'avventura genovese di Pato si conclude al termine del campionato '91/'92, allorché Spinelli lo cede al Torino. Il rientro in patria, alcuni mesi più tardi, sancisce quello che in realtà rappresenta un semplice arrivederci all'Italia, giacché la maglia rossoblù e Genova si sono ritagliate nel tempo un posto speciale nel cuore del tanguero uruguaiano.

 

 

Dati statistici

Presenze nel Genoa: 114

Reti nel Genoa: 45