THE RED BLUE LEGEND

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BOCA, IL MITO "XENEIZE".

   

Negli anno '80 era frequente ascoltare al Ferraris uno spot che in modo assai fiero indicava la simpatica Pegliese RostkafÚ, allora sulla breccia nelle serie inferiori, quale terza squadra di calcio a Genova dopo Genoa e Samp. Ebbene, senza nulla togliere alla storica compagine ponentina, si potrebbe oggi obiettare il fatto che Genova Ŕ stata in realtÓ capace, in qualche modo, di dare origine a ben altra "terza forza" calcistica. Una "terza forza" grande e prestigiosa, che ha affondato le proprie radici nella storia in modo cosý profondo da dare vita ad un'autentica leggenda. Il nostro racconto, magicamente intriso di mito, prende il via da un lunedý di Aprile del 1905. Sul calendario Ŕ impresso il numero tre. Nel quartiere "La Boca" di Buenos Aires, fondato da emigranti genovesi, si respira probabilmente un po' di nostalgia della Lanterna. Ci˛ che per˛ Ŕ innegabile Ŕ che vi Ŕ anche tanta voglia di calcio. Cinque uomini di origini liguri (Esteban Baglietto, Alfredo Scarpatti, Santiago Sana ed i fratelli Juan e Teodoro Farenga) si danno appuntamento in Piazza Solýs con uno scopo ben preciso: fondare un football-club. L'accordo si trova in fretta, la passione, si sa, aiuta a superare ogni ostacolo. Il nome prescelto per il club Ŕ quello del quartiere genovese in cui i cinque vivono, Boca, cui viene aggiunta la parola "Juniors" con l'intento di regalare un tocco di internazionalitÓ alla futura squadra e di "mitigare", per quanto possibile, la non eccelsa fama che il quartiere "genovese" si porta dietro in quegli anni. Una stretta di mano e l'avventura pu˛ avere inizio. Il primo e pi¨ affascinante rompicapo riguarda a quel punto la scelta della casacca ufficiale. In un primo momento si opta per un'originale maglia rosa, per passare poi ad una "camiseta" a strisce verticali bianche e nere. Nel 1907 Ŕ per˛ la bandiera che sventola sul ponte di una nave svedese attraccata nel porto cittadino a regalare un prezioso suggerimento: l'abbinamento di blu e giallo oro impresso sul vessillo del Paese nord-europeo sembra perfetto per la maglia del Boca. Nasce dunque la divisa blu con banda orizzontale gialla che ancora oggi viene indossata dai giocatori "xeneizi" e che storicamente lascia spazio solo a rarissimi ed episodici cambiamenti cromatici (uno di questi, per la cronaca, ha la "benedizione" di un testimonial d'eccezione: in una rarissima foto degli anni '40 Ŕ ritratto Mario BoyÚ, uno dei giocatori pi¨ amati di tutti i tempi dai tifosi del Boca, mentre esulta con indosso una curiosa casacca nera con fascia orizzontale bianco-azzurra). 
La nuova "creatura" muove i primi passi e, a essere sinceri, lo fa con la fierezza di chi non si sente certamente l'ultimo arrivato. Conquistati in fretta 7 titoli tra gli "amatori" (1919, 1920, 1923, 1924, 1926 e 1930 pi¨ la "Honour cup" nel 1925), prende presto il via l'avventura tra i professionisti. Ed Ŕ un'avventura che porta subito risultati importanti, regalando 11 titoli tra il 1931 ed il 1965, due coppe nazionali nel 1969, il titolo nazionale nel 1970 e nel 1976, quello metropolitano nel 1976 e nel 1981. Poi un digiuno fino agli anni '90, "bagnati" con 5 vittorie in altrettanti tornei di "Apertura" (1992, 1998, 2000, 2003 e 2005) ed una nel campionato di "Clausura" nel 1999. A questo formidabile "palmares" vanno aggiunte una Coppa del Sudamerica (1990), una Master Cup (1992), una Nicolas Leoz Golden Cup (1993) e soprattutto 6 Coppe Libertadores (1977, 1978, 2000, 2001, 2003 e 2007) e 3 Coppe Intercontinentali (1977, 2000, 2003). Un mare di vittorie che permette al "mito-Boca" di fare nei decenni il giro del mondo, fino a rendere i giallobl¨ una delle squadre pi¨ conosciute del pianeta. 
Leggendarie divengono soprattutto le prestazioni "xeneizi" nelle finali Intercontinentali, in occasione delle quali i giocatori giallobl¨ riescono sempre ad esprimersi al massimo e ad annichilire anche compagini sulla carta maggiormente attrezzate. Accade cosý nel 1977 e nel 2000 rispettivamente contro Borussia Moenchengladbach e Real Madrid. La storia si ripete nel 2003, quando gli uomini di Carlos Bianchi, guidati dai mastini Cagna e Cascini e dal talento di Carlito Tevez, piegano il Milan superfavorito dei vari Maldini, Pirlo, Seedorf e Shevchenko.
Con il passare dei decenni il Boca scrive dunque la propria storia su fondamenta solide, costituite dai trofei riposti in bacheca ma anche dai nomi dei calciatori che negli anni li conquistano, onorando la casacca con le proprie gesta sportive e divenendo simboli dell'orgoglio e della forza giallobl¨. In un'ideale galleria delle celebritÓ sarebbero in tanti a meritare ben pi¨ di una citazione. Si potrebbe cominciare dal talentuoso regista Ernesto Lazzatti, classe 1915, primo a fregiarsi dell'appellativo di "Pibe de Oro" (351 presenze e 6 gol in maglia giallobl¨), passando per Hugo Gatti detto "El Loco", portiere pazzo e spettacolare che gioca con gli "xeneizi" fino alla veneranda etÓ di 44 anni, fino a giungere a Diego Armando Maradona ("Un rayo del luz en la oscuridad provocada" come scrive di lui il poeta Aldo Proietto). Poi, via via, i vari Gabriel Batistuta, Martin Palermo, Juan Roman Riquelme oltre al giÓ citato Carlos Tevez, Gonzalo Higuain, Rodrigo Palacio. Ma i gloriosi muri dello stadio "La Bombonera" conoscono molte pi¨ storie di quante se ne potrebbero raccontare nello spazio di poche pagine. Se riuscissimo ad avvicinarci loro in silenzio probabilmente li sentiremmo raccontare le gesta di valorosi difensori quali Vicente Pernia (239 presenze e 10 reti) e Silvio Marzolini (366 presenze e 9 reti), o di talentuosi centrocampisti come Antonio Rattýn (353 gare e 26 reti), Angel Rojas (188 gare e 67 reti), Jorge Benitez (305 gare e 40 reti), Mario Zanabria (147 gare e 15 reti) e Severino Varela (67 gare e 43 reti). E certamente non mancherebbero gli aneddoti legati alle imprese di grandi "delanteros" (attaccanti) chiamati Francisco Varallo (210 partite e 181 gol), Alfredo Rojas (113 partite e 47 gol), Delfin Benitez (162 partite e 108 gol), Mario BoyÚ (208 partite e 112 gol), Roberto Cherro (173 partite e 100 gol) o Alfredo Graciani (217 partite e 72 gol).  


 Foto: alcuni dei volti leggendari del Boca ľ Fonte sito ufficiale Boca Juniors.

 
Tante vittorie e tanti protagonisti, dunque, e le origini genovesi a far da sfondo, ben impresse nei cuori dei padri fondatori ed esaltate da quel soprannome, "xeneizes", assolutamente inequivocabile. Genova come un imprescindibile elemento del "dna" giallobl¨, dunque, che periodicamente fa salire alto una sorta di ideale richiamo cui non si dimostrano insensibili diversi idoli della giÓ citata "Bombonera". Sulla rotta che unisce Buenos Aires al capoluogo ligure viaggiano infatti, con il passare degli anni, diversi buoni (e a volte ottimi) giocatori. La Sampdoria, ad esempio, acquista direttamente dal Boca i centrocampisti Juan Carlos Lorenzo nel '48/'49 e Juan Sebastian Veron nel '96/'97, mentre preleva nel '58/'59 dal Milan Ernesto Tito Cucchiaroni, bomber dei giallobl¨ fino a poche stagioni prima. Il Genoa si assicura invece le prestazioni di Tommaso Garibaldi nel '39/'40, del brasiliano Moraes Almir nel '62/'63 e di Anton Valentin Angelillo (prelevato dal Milan ma di scuola-Boca) nel '68/'69. E sempre in rossobl¨ si esibisce anche e soprattutto il pi¨ grande talento "made-in-Boca" mai sbarcato nel nostro Paese: si tratta del giÓ citato Mario BoyÚ, ala destra dotata di tecnica, forza fisica e scatto bruciante, che sbarca a Genova nell'estate del '49. Nei pochi mesi di militanza genoana il "puntero" riesce a far cambiare completamente fisionomia alla propria squadra, innalzandone a dismisura il potenziale offensivo e trascinandola letteralmente alla conquista di diverse vittorie importanti con 12 realizzazioni personali in 18 gare disputate. La sua immensa classe Ŕ testimoniata anche dal fatto che ancora oggi si fantastica sulle imprese che il Vecchio Grifone avrebbe potuto compiere in quegli anni se solo la giovane signora BoyÚ, vittima della nostalgia per la vita mondana di Buenos Aires, non avesse convinto il marito ad architettare e mettere in pratica un rocambolesco e precipitoso ritorno in patria proprio nel bel mezzo della stagione agonistica. 
In ogni caso, pur pagando "dazio" alla madrina-Genova con la cessione di alcuni dei propri uomini (anche la meteora rossobl¨ Ezequiel Lavezzi e Fernando Forestieri, per la cronaca, sono cresciuti nel vivaio "xeneize"), la leggenda-Boca vive e si alimenta nei decenni. Le storie di tanti protagonisti si intrecciano e si uniscono magicamente come tessere di un grande mosaico, scrivendo pagine indimenticabili di calcio e di vita. Pagine che spesso celebrano veri e propri primati, alcuni meno roboanti ed altri decisamente pi¨ importanti. Tra i primi si colloca sicuramente l'ingaggio, datato 1995, dell'attaccante camerunense Tchami, primo calciatore africano ad esibirsi nel campionato argentino. Tra i secondi si trova una data importante, il 3 Aprile del 2005, che ha segnato il primo secolo di vita del club "xeneize". Quel giorno ha rappresentato il punto di arrivo di quello che i tifosi del Boca hanno chiamato per mesi il "Camino al Xentenario", ma ha costituito anche il traguardo ôvolanteö da cui ripartire verso un futuro sempre all'altezza di una storia importante. Di ci˛ Ŕ conscia la societÓ, che negli anni si Ŕ data una struttura sempre pi¨ moderna e capace di curare con la stessa passione ed efficienza l'aspetto tecnico-sportivo (esiste anche una squadra di basket), quello strutturale (sono stati realizzati un museo e cliniche mediche a disposizione degli atleti della prima squadra e del settore giovanile) e quello maggiormente legato al marketing ed al merchandising (il sito ufficiale Ŕ consultabile in tutto mondo ed il marchio-Boca Ŕ ormai un "brand" conosciuto ovunque). E sono naturalmente pronti a regalare il proprio contributo anche i tifosi, unici nel tramandare di generazione in generazione i valori che da sempre contraddistinguono la leggenda-Boca e nel sostenere la propria squadra con una passione che ha pochi eguali al mondo. Ci sono ancora tante pagine di storia da scrivere e tanti campioni da applaudire alla Bombonera.  

 


 
Un'immagine spettacolare della ôBomboneraö, stadio del Boca in cui Diego Armando Maradona ha un posto riservato a vita in tribuna.